Come mantenere i buoni propositi di inizio anno

Come mantenere i buoni propositi di inizio anno: Ascolta l’articolo qui!

La fine di un anno è una promessa di cambiamento. Prima che volga al termine lo consideriamo già vecchio e una ventata di ottimismo ci riempie il cuore e la mente di possibilità. Rinchiudiamo mentalmente in quel vecchiume tutto ciò che è andato storto negli ultimi 364 giorni e stiliamo la lista che rivoluzionerà la nostra vita. Quanto può essere frustrante rendersi conto che i buoni propositi del nuovo anno non sono altro che quelli vecchi miseramente falliti? Qualcosa è andato storto ma non temere: la soluzione c’è ed ha ha che fare con la conoscenza di sé.

Se anche tu ti sei chiesto come mantenere i buoni propositi 2023, in questo articolo trovi 3 consigli che secondo psicologi e coaching life fanno davvero la differenza!

Indice

  • Che cosa sono i buoni propositi
  • Come mantenere i buoni propositi 2023: 3 aspetti della tua vita su cui lavorare
    • Applica il paradigma essere-fare-avere
    • Gestisci li tuo tempo
    • Divertiti!
  • Conclusioni

Che cosa sono i buoni propositi?

Lista dei buoni propositi

Qualche anno fa The Economist pubblicò un articolo in cui spiegava che l’uomo si arrovella il cervello con i buoni propositi da circa 4000 anni. Prima i babilonesi, poi gli egizi ma la nostra eredità è legata soprattutto all’Antica Roma. Quando nel 46 a.c Giulio Cesare introduce il calendario gregoriano, spostando la fine dell’anno dall’equinozio di primavera alla metà dell’inverno, devia l’attenzione dai cicli agrari alle attività civiche. Il capodanno segnava infatti l’inizio del mandato dei consoli neoeletti e le festività popolari includevano il culto di Giano, il Dio a due facce con una che guarda il passato e l’altra rivolta verso il futuro. Il futuro non era più solamente legato all’abbondanza del raccolto o alle condizioni climatiche favorevoli ma all’impegno socio-politico per il miglioramento della vita collettiva. Non più solo un rito propiziatorio deresponsabilizzante ma anche un impegno umano per la crescita del paese.

Il seme dei buoni proposti fu piantato allora per germogliare nella forma che conosciamo proprio nel mese di Gennaio che prende la sua denominazione dal termine Ianaurus, nome latino del Dio Giano.

I buoni propositi rappresentano oggi la promessa fatta a noi stessi di attuare un miglioramento personale. La cultura della performance in cui viviamo incentiva alla crescita e all’evoluzione costante ponendoci in un atteggiamento psicologico propositivo ma anche pressante. Così il passaggio da un anno all’altro può rappresentare un momento di amaro resoconto e stressante prospettiva.

Vediamo quali sono i consigli degli esperti per mantenere i buoni propositi senza l’ansia delle aspettative.

Come mantenere i buoni propositi 2023: 3 aspetti della tua vita su cui lavorare

Time for change

L’ottimismo va bene, l’ingenuità no. Porsi obiettivi sempre nuovi è nell’essenza dell’essere umano, teso costantemente all’evoluzione. Pensare di raggiungere quegli obiettivi senza analisi e spirito critico è da sprovveduti.

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose

Albert Einstein

La volontà è una condizione necessaria ma non sufficiente alla realizzazione dei buoni propositi. Bisogna anzitutto guardarsi con occhio critico, che è diverso da giudicante. Capire cosa non ha funzionato, quali limiti stiamo chiedendo a noi stessi di superare ed individuare gli strumenti più adeguati per farlo.

Continua a leggere questo articolo se vuoi conoscere i 3 aspetti della vita su cui lavorare per attuare davvero un cambiamento secondo gli esperti.

Il paradigma essere-fare-avere

Essere se stessi

Mi spiace deluderti ma la To-Do list non è il primo step per la realizzazione dei tuoi obiettivi. Certo, fare specifiche azioni sarà fondamentale ma solo dopo aver stilato una To-be list.

Prima di poter fare qualcosa devi diventare qualcosa

W. J. Goethe

Dimenticarci di essere è l’errore più grande che possiamo commettere eppure tanto facile in una cultura basata sul paradigma AVERE-FARE-ESSERE. Siamo abituati a pensare che solamente nel momento in cui AVREMO qualcosa (soldi, strumenti, tempo, l’anima gemella) potremo FARE e compiere quell’azione (scrivere un libro, aprire un’attività, crearci una famiglia) che ci permetterà di ESSERE ciò che desideriamo (sereni, soddisfatti, amati ecc..).

Il fare al servizio dell’avere non crea presupposti ideali al raggiungimento di un obiettivo. Stiamo infatti dimenticando che qualsiasi tipo di evoluzione o cambiamento vogliamo attuare nella nostra vita ha a che fare innanzitutto con l’essere. E poi pensateci un attimo, per essere non bisogna mica avere? Siamo degli esseri umani non degli averi-umani no? Il paradigma va quindi ribaltato in ESSERE-FARE-AVERE. La prima domanda da porci non sarà “Cosa devo fare per…?” ma “Chi devo essere per poter fare ciò che mi farà raggiungere il mio obiettivo?” Il focus va spostato da cosa vuoi a chi sei. Prima di fare una to do list, è bene fare una to be list cioè stilare un elenco di cosa ti permette di essere la persona che è in grado di ottenere ciò che desideri.

Se per esempio vuoi scrivere un libro, chiediti “Chi dovrei essere per scrivere un libro?” Magari una persona creativa ed ispirata, in connessione con la tua parte sensibile, capace di guardare le cose da prospettive diverse. Potrebbe essere utile allora fare un viaggio, meditare per riconnetterti con la tua parte sensibile, esercitare la tua creatività con attività artistiche.

Gestisci il tuo tempo

Gestire il proprio tempo

Il tempo è una risorsa limitata ma tendiamo a trascurare questa realtà, soprattutto con gli obiettivi a lungo termine. Chi ha tempo non aspetti tempo dovrà essere il tuo mantra. Senza affrontare il tema della procrastinazione, che merita un approfondimento a parte per complessità psicologica e consigli degli esperti, una buona pratica per gestire meglio il proprio tempo è quello di darsi dei micro-obiettivi con scadenze precise. Se, riprendendo l’esempio precedente, ci siamo dati 12 mesi per scrivere il nostro libro, stabiliamo delle micro-scadenze per ogni capitolo e poi per ogni paragrafo. In questo modo cominceremo ad assaporare la soddisfazione di aver finito un compito molto prima della fine dell’intero lavoro, mantenendo viva la nostra motivazione.

Divertiti!

Divertirsi con gli amici

I tuoi obiettivi non sono tutta la tua vita e tu non se solo i tuoi obiettivi. Focalizzarsi sul risultato in maniera ossessiva rischia di procurarti ansia e soprattutto frustrazione al primo fallimento, perché il fallimento arriverà! Solo chi non si mette in gioco non sbaglia mai. Non è un caso che abbiamo parlato prima dell’essere e poi del fare. Concentrati sull’essere la versione migliore di te stesso, il che non significa essere un robot concentrato solo sulla produttività. Significa magari essere un buon amico, un buon amante o semplicemente ritagliarsi del tempo per andare al cinema o organizzare una gita in montagna con i tuoi cari. La vita è un insieme di complessità meravigliose che vanno vissute tutte a pieno.

Una cosa interessante che consigliano gli esperti è quella di premiarsi per ogni piccola scadenza rispettata. Continuando con l’esempio di prima, alla fine della stesura di ogni capitolo del nostro libro festeggiamo in qualche modo, da soli o con gli amici ma celebriamo i nostro piccoli successi perché il raggiungimento di un grande obiettivo non è lo sforzo di un momento ma la somma di tanti piccoli pezzetti di vita vissuti con consapevolezza e tenacia. Onoriamoli tutti.

Conclusioni

In sintesi: sii te stesso, organizza le tue azioni e il tuo tempo e godi del percorso prima ancora di arrivare al risultato. Sarà facile? No, è per questo che ho parlato di aree della tua vita su cui lavorare. Non esistono i consigli magici che rendono tutto più semplice, esistono i consigli giusti che possono guidarti nelle difficoltà. In ogni caso, non sottovalutare il modo in cui ti parli, come insegna Rosenberg, sii gentile con te stesso perché ce la stai mettendo tutta!

Fonte 1

Fonte 2

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