Distrazione: perché ti allontana dai tuoi obiettivi e come superarla

Ascolta l’articolo qui!

La distrazione è un nemico invisibile e meschino che decide di attaccare ogni volta che siamo concentrati su qualcosa di veramente importante. Le statistiche dicono che la nostra è la generazione di essere umani più distratta di sempre. Il sovraccarico di stimoli a cui siamo sottoposti ogni giorno può essere deleterio non solo per il raggiungimento dei nostri obiettivi ma per la qualità stessa della nostra vita. L’evoluzione tecnologica, in particolare la diffusione degli smartphone, non ha aiutato affatto! Immaginate un uomo primitivo che viene distratto da una notifica mentre è a caccia? Si sarebbe giocato la vita, proprio come stiamo facendo noi perché tra morire e non vivere non c’è alcuna differenza.

In questo articolo scopriremo cos’è la distrazione e perché ci sta soggiogando. Alla fine ho raccolto per voi alcuni consigli degli esperti su come difenderci da questo temibile nemico.

Indice

  • Che cos’è la distrazione?
    • Distrarsi: la capacità di separarsi da sé
  • Perché siamo sempre più distratti?
    • Cervelli vecchi in un mondo nuovo
    • Un cervello da 120 bit
    • Il costo della distrazione e l’illusione del multitasking
  • Come sconfiggere la distrazione
    • Migliora la qualità del tuo sonno
    • Combatti la distrazione con un trigger!
    • Meditazione: osserva il respiro e controlla la mente

Che cos’è la distrazione?

ragazza distratta a scuola

Cominciamo con le basi. Avete presente quando, dopo tante ore di studio o di lavoro, alzate gli occhi al cielo ed esclamate a voi stessi “basta, ho bisogno di distrarmi!”? Ecco, quello in realtà si chiama bisogno di riposo, di recupero delle proprie energie mentali: qualcosa di necessario per rimettersi all’opera, poi, in pieno focus. Avete presente, invece, quando dopo 10 minuti di studio o di lavoro cominciate a controllare compulsivamente le notifiche sul cellulare? Ecco, quella è una distrazione! Quando la tua attenzione viene rapita da qualcosa di diverso rispetto a ciò che stai facendo, allora ti stai distraendo. Non confondiamo la distrazione con la necessità di una pausa: sono concetti differenti e sovrapporli è spesso una giustificazione alla nostra mancanza di autocontrollo.

Distrarsi: la capacità di separarsi da sé

Abbraccio distratto dagli smartphone

In psicologia la distrazione è definita come uno stato di dissipazione della mente, in altre parole si parla di distrazione quando il tuo pensiero è rivolto altrove rispetto ciò che stai facendo.

L’etimologia stessa del termine ci da una chiave di lettura illuminante di questo concetto. La parola distrazione deriva dal latino distrahĕre e significa separare. In effetti, quando siamo distratti non facciamo altro che creare una separazione tra noi stessi e il momento presente. Il nostro corpo fa una cosa e la nostra mente un’altra: una vera e propria frattura nella nostra integrità coscienziale. In questi termini la distrazione non fa altro che separarti da te stesso, inserendo un pilota automatico che agisce mentre tu sei altrove.

In questo modo finiamo per subire le azioni senza esserne coscienti e quindi dimentichiamo se abbiamo chiuso o meno la porta di casa, se abbiamo dato da mangiare al cane oppure continuiamo a leggere la stessa riga di un libro senza capirne il senso, semplicemente perché, mentre compivamo quelle azioni non eravamo presenti a noi stessi, la nostra mente era altrove, a spasso tra il passato e il futuro. Eravamo separati.

Perché siamo sempre più distratti?

Lavoratore distratto da telefono

Ovviamente distrarsi è umano e, quando non è sintomo di una patologia più grave (Alzheimer, iperattività ecc..) è normale che accada.

Se un problema necessita di assoluta concentrazione, simultaneamente interverrà una distrazione assolutamente irresistibile.

Legge di Hutchinson.

Ma la distrazione è un’abitudine che sta diventando tossica e rischia di essere un serio ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi, sul lavoro e nella vita privata. Vediamo perché.

Cervelli vecchi in un mondo nuovo

La mia mente distratta

La tecnologia evolve ad una velocità troppo elevata rispetto ai tempi di evoluzione dell’essere umano. Pensate quante centinaia di anni sono state necessarie perché l’uomo evolvesse nella forma attuale e rapportate questo tempo all’impennata tecnologica degli ultimi anni 10 anni. Come ben spiegato dallo psicologo Paolo Legrenzi e il neuropsicologo Carlo Umiltà, nel libro Una cosa alla volta, il cervello umano è sostanzialmente lo stesso di un uomo del Medioevo ma il mondo in cui vive è completamente differente ed è cambiato in tempi troppo brevi per permettere un adattamento sano al nuovo sistema di cose. Un sistema in cui gli stimoli audiovisivi sono centuplicati e, nel tentativo di stare al passo con esso, finiamo per affannare la nostra capacità di attenzione, dissipandola in tante cose differenti tra le quali diventa difficile stabilire delle priorità.

Un cervello da 120bit

troppe informazioni distraggono

Il neuroscienziato Daniel J. Levitin, nel suo best seller di divulgazione scientifica The Organized Mind: Thinking Straight in the Age of Information Overload, scrive che l’essere umano può elaborare un massimo di 120 bit di informazione al secondo. Per avere un metro di paragone, una conversazione umana consuma circa un terzo di questa potenza di elaborazione. Nel 2008, primo anno di diffusione dello smartphone sul mercato, era stato studiato che un uomo medio era sottoposto a 34 gigabyte di informazioni al giorno, più o meno 100.000 mila parole. Anche solo immaginando il sovraccarico di informazioni, notifiche e stimoli vari che ha invaso la nostra vita con l’amplificazione dell’utilizzo degli smartphone degli ultimi decenni, c’è da impazzire.

Tutto ciò che va oltre la capienza limitata del nostro cervello ci affatica e più siamo stanchi più è facile distrarsi e cercare quella scarica di soddisfacente dopamina che internet, e i social media in particolare, sanno regalarci. Un loop infernale di stanchezza e distrazione reiterato per interi giorni, settimane, anni.

Perché questo è importante? Perché quanto più cresce la quantità di stimoli a cui siamo sottoposti, tanto più la nostra capacità di stare attenti diminuisce.

L’attenzione di un pesce rosso

l'attenzione di un pesce rosso

La giornalista Lisa Liotti, nel suo libro 8 secondi, viaggio nell’era della distrazione, ha indagato i problemi dell’iperconnessione, dalla dipendenza da smartphone all’illusione del multitasking. Il libro prende il nome da uno studio effettuato nel 2015 da Microsoft Canada che stabilì a 8 secondi la soglia media di attenzione dell’uomo, cioè un secondo in meno di quella di un pesce rosso. Che questo drammatico calo della nostra capacità di rimanere concentrati sia collegato ad un maggiore utilizzo della tecnologia, in particolare dello smartphone, è stato dimostrato dall’antropologa digitale Gloria Mark, professoressa all’Università della California. L’antropologa ha misurato l’attenzione di un massiccio campione di persone sul luogo di lavoro, dove meno distrazioni sono, per così dire, concesse. Ne è risultato che quando lo smartphone entrò sul mercato la soglia massima di attenzione raggiungeva i 3 minuti, dopo 4 anni si era ridotta a 1.15 minuti ed oggi è scesa a 40 secondi.

Il costo della distrazione e l’illusione del multitasking

distrazione e illusione del multitasking

Perché lo smartphone riesce letteralmente a catturare la nostra attenzione, il nostro tempo e la nostra energia? Lisa Liotti spiega, nel suo libro, che l’essere umano è biologicamente programmato per essere distratto dalle notifiche. La capacità di rispondere prontamente agli stimoli esterni, che ha permesso all’uomo primitivo di sfuggire agli attacchi di predatori garantendone la sopravvivenza, è un’attitudine controproducente nel mondo di iper-stimoli in cui viviamo. Questo perché un attimo di distrazione ci costa 25 minuti di concentrazione. Vale a dire che una volta distratti impieghiamo almeno 25 minuti per ritornare pienamente in focus su ciò che abbiamo interrotto. Considerando che la nostra soglia di attenzione ruota intorno ai 40 secondi, ecco che gli obiettivi scolastici, lavorativi o semplicemente un ascolto attivo durante l’aperitivo con un’amica va a farsi benedire!

Ci siamo illusi di poter gestire questo sovraccarico di informazioni e stimoli coniando orgogliosamente il termine multitasking. Ma il costo energetico e temporale del passaggio veloce da una cosa all’altra è una realtà documentata con diversi studi, come quello di Charron e Koechlin che, con l’utilizzo di risonanze magnetiche funzionali sono riusciti a dimostrare l’incapacità del nostro cervello di seguire più cose contemporaneamente. In effetti lo facciamo anche ma di sicuro lo facciamo male. Un esperimento di Stanford effettuato su 260 studenti ha rilevato che le prestazioni peggiori erano quelle dei multitasker, i quali non erano capaci di filtrare le informazioni e stabilire quali fossero essenziali quali no. In sostanza, riusciamo ad essere multitasking ma col rischio di perdere lucidità e lavorare male, affannandoci ed andando in burnout.

Continua a leggere l’articolo per scoprire i consigli pratici degli esperti e sfuggire alla trappola della distrazione!

Come sconfiggere la distrazione

comanda la tua testa per sconfiggere al distrazione

La buona notizia è che la distrazione è un’abitudine che può essere allenata. La cattiva notizia è che l’allenamento costa fatica. Se spulciamo le regole della psichiatra francese Laurent Karila, riportate nel libro 8 secondi, può sembrare un esercizio banale ma non lo è affatto.

“Non dare i dispositivi in mano ai bambini come fossero babysitter; non guardare gli schermi di notte; non tirare fuori i cellulari ogni volta che ci si annoia; non usarli a tavola; non essere sempre reperibili; non andare al bar o all’aperitivo e stare tutto il tempo al cellulare

Laurent Karila

Intanto se sei arrivato a questo punto dell’articolo senza toccare una volta lo smartphone, sei già a buon punto. Alessio Carciofi, docente in Marketing & Digital Wellbeing, sostiene che per effettuare un cambiamento reale e duraturo non bisogna stravolgere la propria vita da un giorno all’altro ma effettuare passi piccoli, costanti e incrementali. Vediamo quali sono i piccoli passi quotidiani che possiamo compiere per riappropriarci della nostra attenzione e della nostra energia.

Migliora la qualità del tuo sonno

Migliorare la qualità del sonno

“Dormirci su!” non è solo un vecchio consiglio della nonna. Diversi studi hanno confermato l’importanza del sonno per lo sviluppo celebrale e le funzioni cognitive. Lo stesso neuroscienziato Daniel J. Levitin, nel già citato The Organized Mind, ci regala un consiglio utile da mettere in pratica:

Per aumentare la produttività aumenta le ore di sonno, non le ore lavorative.”

Ciò è vero quando dormiamo bene e ci svegliamo riposati per davvero. Indovinate chi è il nemico numero uno del nostro sonno? Già, lo smartphone. In particolare la luce blu del suo schermo che manda in corto circuito il nostro ciclo circadiano, cioè il nostro ritmo fisiologico per il quale le ore di buio sono preposte al sonno. Senza perderci in tecnicismi, il nostro corpo sa che con la luce deve agire e con il buio deve riposare. Se mentre siamo a letto ci spariamo negli occhi mezz’ora di schermo luminoso, il nostro organismo riceve l’impulso di riattivarsi e sarà molto più difficile prendere sonno e riposare bene.

Ecco perché Alessio Carciofi consiglia di riporre il cellulare in un’altra stanza almeno 15 minuti prima di andare a letto (l’ideale sarebbero 2 ore ma abbiamo detto passi piccoli, costanti e incrementali). Un trucco per colmare questo vuoto è crearsi una piccola routine che possa sostituire questa malsana abitudine, come leggere un libro, bere una tisana, scrivere un diario.

Combatti la distrazione con un trigger

combatti la distrazione con un trigger

Una soluzione pratica e veloce per ritornare in focus quando siamo distratti è crearci un proprio trigger, un comportamento da attuare ogni volta che perdiamo l’attenzione per richiamarci all’ordine. Ad esempio, potresti avere una frase motivazionale a vista d’occhio nel luogo in cui lavori e, ogni volta che ti distrai o hai l’impulso di prendere in mano il cellulare, leggi quella frase e ritorna a quello che stavi facendo. Ogni piccolo stratagemma di questo tipo può essere utile. Addirittura Olivia Fox Cabane, autrice del libro The Charisma Myth, suggerisce si pensare alle dita dei nostri piedi ad ogni distrazione. Può sembrare insolito ma anche solo pensare ai nostri piedi ci consente di tornare al momento presente e concentrarci meglio.

Ovviamente dobbiamo essere capaci di osservare lucidamente i nostri comportamenti cioè renderci conto che ci stiamo distraendo troppo. Andiamo quindi al terzo fondamentale consiglio.

Medita: osserva il respiro e controlla la mente

Meditare per combattere la distrazione

La scienza ha confermato ciò che il sapere orientale sostiene da millenni: meditare fa bene. Tra i vari benefici di questa pratica dalle radici antiche, vi è il miglioramento della nostra capacità di concentrazione. Meditare, ovvero l’arte di osservare il proprio respiro e lasciar andare i pensieri, consentirebbe di acquisire un maggior controllo sul sistema sensoriale permettendo di sviluppare maggiore lucidità nello scegliere su cosa focalizzare la nostra attenzione. In altre parole, spegne i rumori di fondo e ci permette di ascoltare la voce che conta, la nostra.

Uno studio, condotto dal Massachusetts General Hospital, ha misurato con esattezza l’effetto cerebrale delle tecniche di rilassamento rilevando che 8 settimane di pratiche antistress avevano prodotto effetti importanti sulla memoria, sull’empatia e sulla reazione allo stress.
Insomma, sedersi per qualche minuto al giorno in silenzio, osservando il proprio respiro e lasciando correre i pensieri come fossero nuvole, senza aggrapparsi ad essi, ci permette di abbassare il ritmo del cuore, rilassarci e riprendere la giusta concentrazione migliorando così anche la nostra performance.

Conclusioni

Districarsi nella frenesia del mondo moderno e trovare un proprio equilibrio non è un’impresa facile. Tutto ciò che ci circonda sembra essere fatto per distrarci ma non bisogna demonizzare la tecnologia per questo. Un aspetto importante della sostenibilità sociale riguarda la divulgazione di una sana educazione digitale, affinché la tecnologia possa diventare una nostra alleata e non un nemico da combattere.

Fammi sapere se l’articolo ti è stato utile con commento e ricorda che la tua vita è dall’altra parte dello smartphone. Per me è arrivato il momento di realizzarli davvero quei buoni propositi di inizio anno, e per te?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *