Fashion Revolution Week: cos’è e come partecipare

Fashion Revolution Week: cos’è e come partecipare. Ascolta l’articolo qui!

Ritorna la Fashion Revolution Week, l’evento, giunto alla sua decima edizione, che mette in discussione il business della moda. No, l’obiettivo non è rilanciare la foglia di fico come unico indumento dell’essere umano! La campagna di sensibilizzazione vuole portare a coscienza le brutture che si nascondono dietro la moda a basso costo. L’impatto ecologico e sociale del fast fashion ha una portata enorme che finiamo per incentivare senza esserne consapevoli. La campagna, promossa da Fashion Revolution, vuole farti conoscere la verità e mostrarti la strada alternativa della moda sostenibile.

In questo articolo scopriamo cos’è, come nasce e come partecipare alla Fashion Revolution Week 2024.

Indice

  • Che cos’è la Fashion Revolution Week?
  • Fashion Revolution Week 2024: come partecipare
    • Gli eventi da non perdere: Fashion Revolution Tour e Mend in Public day
  • Perché il fast fashion non è sostenibile?
  • Conclusioni: dal Rana del Plaza a Fashion Revolution

Che cos’è la Fashion Revolution Week?

fashion revolution week logo bianco e nero su sfondo rosa

La Fashion Revolution Week è una campagna annuale, promossa da Fashion Revolution, il più grande movimento di attivismo nel campo della moda. La comunità globale di Fashion Revolution si batte per un’industria della moda pulita, trasparente, sicura, giusta e responsabile. Quest’anno, in occasione del suo decimo anniversario, la campagna durerà 10 giorni, dal 15 al 24 Aprile. Il tema della Fashion Revolution Week 2024 sarà “Come essere un rivoluzionario della moda!” e vedrà diversi attivisti condividere la propria esperienza di Moda Rivoluzionaria. Si darà voce a chi nell’ultima decade ha contribuito alla costruzione della community di Fashion Revolution. Organizzatori, creativi, artigiani rivoluzionari racconteranno gli insegnamenti appresi negli ultimi dieci anni per ispirare e guidare quella che sarà la prossima generazione di innovatori della moda.

Insomma, un’occasione per fare il punto della situazione e rilanciare con maggiore consapevolezza sul ruolo della moda rispetto alla giustizia ambientale e sociale.

Continua a leggere a l’articolo per sapere come prendere parte alla Fashion Revolution Week 2024 e quali sono gli eventi in programma!

Fashion Revolution Week 2024: come partecipare

Le fondatrici di Fashion Revolution
A destra, le fondatrici di Fashion Revolution: Carry Somers e Orsola De Castro

Se non hai la più pallida idea di come poter prendere parte alla Fashion Revolution Week, non preoccuparti: sul sito ufficiale di Fashion Revolution esiste una guida pensata apposta per te! All’interno dell’opuscolo virtuale troverai 3 esortazioni principali ad indirizzarti:

  • Be curious! (Sii curioso!) Segui i canali di Fashion Revolution ed ascolta le storie dei rivoluzionari o condividi la tua esperienza utilizzando #WeAreFashionRevolution.
  • Find out! (Scopri!) Acquisisci competenze utili a diventare tu stesso un fashion revolutionary, attraverso i workshop disponibili sul sito o organizzati dal vivo dalla community presente nel tuo paese. Potrai imparare come essere un comunicatore, uno storyteller, un educatore, un costruttore di community o di campagne di sensibilizzazione.
  • Do something! (Fai qualcosa!) Connettiti con il Fashion Revolutionary team del tuo paese e prendi parte agli eventi organizzati. Sul sito trovi una mappa dettagliata e costantemente aggiornata da poter consultare.

Gli eventi da non perdere: Fashion Revolution Tour e Mend in Public day

manifesto fashion revolution week tour

Intanto ti segnalo che il 23 Aprile, in occasione della Venice Fashion Week, la città lagunare ospiterà il Fashion Revolution Tour, un itinerario culturale a tappe creato per manifestare i principi del design responsabile mettendo in dialogo gli storici artigiani veneziani e i designer contemporanei.

Se anche tu, come me, non potrai essere a Venezia, sappi che potremo sempre partecipare al primo Mend in Public Day globale! L’idea è semplice quanto d’impatto: Sabato 20 Aprile rammenda i tuoi abiti in luogo pubblico! Puoi unirti ad un evento Mend in Public nel tuo paese o organizzarne uno tuo: l’obiettivo è quello di prendere parte ad un’azione creativa globale che resiste al ciclo dell’eccesso.

Il rammendo e il riutilizzo sono un gesto di ribellione pura contro la mentalità dell’usa e getta tipica del modello del fast fashion con il suo costo ambientale e sociale.

Perché il fast fashion non è sostenibile?

Cumulo di vestiti di fast fashion
Vestiti dismessi accumulati nel deserto

Mi rendo conto solamente adesso di aver dato per scontato un dettaglio! Magari ti stai chiedendo: ma perché il fast fashion, ovvero al moda a basso costo, suscita tanta indignazione da comportare una mobilitazione a livello globale? Cercherò di spiegartelo in breve.

Viene definita fast fashion la capacità di alcune aziende di immettere sul mercato capi d’abbigliamento di tendenza in tempi molto brevi, a prezzi bassi. Affinché ciò sia possibile senza intaccare i guadagni aziendali è necessario:

  • Utilizzare materie prime di bassa qualità che fanno male alla salute, rilasciano microplastiche durante i lavaggi e lo smaltimento, hanno cicli di vita molto brevi.
  • Delocalizzare i sistemi di produzione per abbassare i costi della manodopera. In questo modo le multinazionali appaltano lavoro tessile a fabbriche dislocate in paesi più poveri, sfruttando di fatti quella povertà a proprio vantaggio. Sono soprattutto donne e bambini ad essere costretti, per un salario per niente dignitoso, a lavorare anche 18 ore al giorno senza nessun tipo di tutela.

Ho scritto un accurato e sconcertante articolo di approfondimento sull’argomento dal titolo Fast Fashion: i vestiti dell’uomo bianco morto. Ti consiglio di leggerlo o di ascoltarlo, per avere contezza del devastante impatto di questo sistema di business. Uno dei dati che più mi scioccata? L’industria della moda è responsabile del 10% delle emissioni globali di carbonio, cioè più del totale di tutti i voli internazionali e del trasporto marittimo messi insieme!

Conclusioni: dal Rana del Plaza a Fashion Revolution

Crollo di Rana del Plaza
Crollo di Rana del Plaza

La nascita del movimento no profit Fashion Revolution è legato all’evento che ha acceso i riflettori sul lato oscuro del fast fashion. Il 24 Aprile 2013 a Dacca, in Bangladesh, crolla la fabbrica tessile Rana del Plaza per un totale di 1134 morti e 2500 feriti. I dipendenti lamentavano da tempo la propria preoccupazione per le condizioni strutturali dell’edificio ma i proprietari, per non perdere le commissioni dei più importanti brand di moda del mondo, minacciavano costantemente i lavoratori affinché svolgessero il proprio compito e si presentassero sul posto di lavoro. Da allora l’organizzazione Fashion Revolution mobilita milioni di persone in tutto il mondo per stimolare il dibattito sul lavoro etico, l’uguaglianza e la sostenibilità sociale e ambientale.

 Molte persone hanno iniziato a farsi delle domande, come quella che Fashion Revolution ha posto fin dall’inizio lanciando l’ashtag che è diventato virale #whomademyclothes? (Chi ha fatto i miei vestiti?)

E tu? Sei pronto a farti le giuste domande o preferisci che un bambino sottopagato in una fabbrica fatiscente continui a lavorare per la tua maglietta di 10 euro?

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