Giornata Internazionale della felicità: ecco cosa dice il World Happiness Report 2024

Giornata Internazionale della felicità: Ascolta l’articolo qui!

Oggi, 20 Marzo, si celebra la giornata internazionale della felicità. Parlare di felicità non è una cosa semplice. C’è chi sostiene sia un atteggiamento personale, chi ricerca parametri oggettivi per misurarla e chi la ritiene un concetto astratto e irraggiungibile. Di sicuro tutti noi la desideriamo, per noi stessi ma anche per gli altri, per le persone che amiamo. Le scelte che compiamo nella nostra vita sono orientate al suo raggiungimento e sopportiamo gli sforzi del quotidiano in quanto promessa di felicità futura. Pare che, al di là della retorica, la domanda che divide le piazze, soprattutto nel nostro mondo occidentale, sia una soltanto: i soldi fanno la felicità? La risposta a questa domanda sarà il discrimine per identificare i mezzi e i metodi necessari al suo raggiungimento.

In questo articolo approfondiremo il difficile tema della felicità analizzando i risultati del report Mondiale sulla felicità 2024. Alla fine troverai una mia considerazione sulla felicità e una risposta, del tutto personale, alla fatidica domanda del nostro secolo: i soldi fanno davvero la felicità?

Indice

  • Perché il 20 Marzo è la Giornata Internazionale della felicità?
  • Il rapporto mondiale sulla felicità: i 6 parametri della felicità
    • Giornata Internazionale della Felicità: la classifica del World Happiness Report
    • World Happiness Report: l’Italia perde 8 posizioni
    • Benessere dei giovani: cali sconcertanti in Europa Occidentale e Nord America
  • Il rapporto mondiale sulla salute mentale
    • I dati del Rapporto Mondiale sulla Salute Mentale
  • Conclusioni personali: i soldi fanno la felicità?

Perché il 20 Marzo è la Giornata Internazionale della Felicità?

Giornata Internazionale della felicità: 2 persone che ridono

Con la risoluzione 66/281 del 28 giugno 2012, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la celebrazione della Giornata Internazionale della felicità nel giorno 20 Marzo. Una data simbolica che coincide con l’equinozio di primavera, l’evento astronomico che segna la fine dell’inverno e l’inizio della bella stagione. Per celebrare la felicità è stato scelto come buon auspicio, il giorno in cui la natura si risveglia, fiorendo e germogliando di vita nuova.

La risoluzione fu avviata dal Bhutan, un paese lungimirante che già agli inizi degli anni ’70 ha riconosciuto il valore della felicità nazionale rispetto a quello del reddito nazionale, sostituendo l’obiettivo di crescita del Prodotto Nazionale Lordo con quello della Felicità Nazionale Lorda.

Non si è trattato di un becero modo di nascondere le mancanze del servizio pubblico dietro la retorica della felicità come fatto personale, a prescindere dal contesto. Bensì, la ricorrenza ha lo scopo di riconoscere negli obiettivi di politica pubblica, la necessità di dare rilevanza alla felicità e il benessere di tutti gli esseri umani. La Giornata Internazionale della Felicità promuove l’impegno dei governi a rispettare quegli obiettivi che sono entrati a far parte dellAgenda 20/30 per garantire l’eliminazione della povertà, uno sviluppo sostenibile, un approccio equo alla crescita economica: elementi fondamentali per assicurare la felicità e il benessere di tutti i popoli.

Al di là delle frasi ispirazionali che oggi spopolano sul web intasando la home dei vostri profili social, la Giornata Internazionale della felicità non celebra la felicità come fatto in sé ma promuove un impegno politico concreto.

Il World Happiness Report: i 6 parametri della felicità

World happiness report

Un primo dato che abbiamo potuto raccogliere dai perché della ricorrenza della Giornata Mondiale della felicità, è che la felicità sembra aver bisogno di un adeguato contesto per sbocciare. Sulla base di questo principio sono stati individuati dei parametri per misurare in maniera oggettiva il livello di felicità dei paesi di tutto il mondo. Nasce così il World Happiness Report, il Rapporto Mondiale sulla Felicità, la cui pubblicazione coincide con la Celebrazione della Giornata Internazionale della Felicità. Redatto dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN), il Rapporto, giunto alla XII edizione, utilizza i dati della Gallup World Poll, il sondaggio mondiale sulle opinioni di 1.000 residenti di oltre 140 paesi. Il report analizza come gli individui valutino la condizione di felicità della loro vita su una scala che va da 0 a 10, sulla base di 6 parametri:

  • il Prodotto Interno Lordo pro-capite (log GDP per capita)
  • la generosità degli abitanti (generosity)
  • la libertà di compiere le proprie scelte di vita (freedom to make life choices)
  • l’aspettativa di vita (healthy life expectancy)
  • la percezione di corruzione all’interno del paese (perceptions of corruption)
  • il supporto sociale (social support).

Continua a leggere l’articolo per scoprire i risultati del World Happiness Report 2024, pubblicati questa mattina.

Giornata Internazionale della Felicità: la classifica del World Happiness Report

i vecchi sonno i più felici

Dico solo due cose e poi approfondiamo: l’Italia perde 8 posizioni e i vecchi sono più felici dei giovani. Un riassunto che non lascia bene sperare, ma vediamo nel dettaglio questi due elementi.

World Happiness Report: l’Italia perde 8 posizioni

Classifica dei paesi più felici del mondo

Nella top 10 dei paesi più felici del Mondo la Finlandia riconferma il podio per il settimo anno consecutivo. Seguitano Danimarca e Islanda che, aggiudicandosi il secondo e terzo posto in classifica, convalidano il podio dello scorso anno. Troviamo a seguire:

  • Svezia (4°)
  • Israele (5°) anche se va sottolineato che i dati su cui si basa l’elaborazione del report fanno riferimento al biennio 2021-2023. Con i risvolti politico-militari degli ultimi 6 mesi, la percezione per gli abitanti di Israele potrebbe essere cambiata. Lo scopriremo nel report del prossimo anno.
  • Paesi Bassi (6°)
  • Norvegia (7°)
  • Lussemburgo (8°)
  • Svizzera (9°)
  • Australia (10°)

Poche le differenze di classifica rispetto allo scorso report con alcune sostanziali eccezioni. Serbia (37°) e Bulgaria (81°) hanno scalato rispettivamente 69 e 63 posti rispetto alla prima classifica redatta nel 2013 dal Gallup World Poll. Seguono, nell’incremento dei punteggi di valutazione della vita media, la Lettonia (46°) e il Congo (89°) con una scalata rispettiva di 44 e 40 posti. L’Afghanistan rimane l’ultimo della classifica generale, riconfermando il triste titolo di nazione più infelice del mondo.

E l’Italia? Il nostro bel paese perde ben 8 posizioni rispetto lo scorso anno, classificandosi 41°, dopo Malta (40°) e prima del Guatemala (42°). Un dato interessante da sottolineare riguarda gli Stati Uniti d’America (23°) che per la prima volta nello storico del report, escono dalla top 20. Italia e USA rispecchiano un andamento poco lieto rilevato dal report di quest’anno: il benessere dei giovani è in forte calo.

Benessere dei giovani: cali sconcertanti in Europa Occidentale e Nord America

Nella Giornata Internazionale della felicità sembra che i giovani siamo più tristi dei vecchi

La novità del World Happiness Report 2024 è l’inclusione di classifiche separate per fascia d’età. I dati relativi alla soddisfazione di vita tra i giovani non sono positivi e delineano classifiche notevolmente diverse da quella generale. Ad esempio, per i bambini e i giovani sotto i 30 anni, è la Lituania a guadagnarsi la prima posizione. Mentre la Danimarca conquista il podio come nazione più felice del mondo per le persone di età pari o superiore ai 60 anni. L’andamento generale rispetto alle fasce d’età ci dice che:

  • I nati prima del 1965 sono più felici di quelli nati dal 1980.
  • Per i Millenials, i nati tra 1980 e il 1995, la soddisfazione di vita diminuisce anno dopo anno.
  • Per i Boomers, nati tra il secondo e il terzo millennio, la soddisfazione aumenta con l’età.

Insomma, pare che i giovani siano meno felici dei vecchi, delineando una tendenza opposta rispetto al decennio precedente. Si tratta di un dato che desta molta preoccupazione.

Jan-Emmanuel De Neve, Direttore del Wellbeing Research Centre di Oxford, Professore di economia e scienze comportamentali alla Saïd Business School, redattore anche lui del Rapporto, ha dichiarato

Mettendo insieme i dati disponibili sul benessere dei bambini e degli adolescenti in tutto il mondo, abbiamo documentato cali sconcertanti soprattutto in Nord America e in Europa occidentale. Pensare che, in alcune parti del mondo, i bambini stiano già sperimentando l’equivalente di una crisi di mezza età richiede un’azione politica immediata”.

Il Rapporto Mondiale sulla Salute Mentale

l'Impatto della salute mentale sulla felicità percepita

Volendo spostare i parametri di riferimento nella valutazione dei livelli di felicità della popolazione globale, dal contesto socio-economico al benessere prettamente psicologico, la situazione sopradescritta cambia totalmente. Il Mental State of the World Report, cioè il Rapporto sullo Stato Mentale del Mondo, è un documento annuale che si propone di offrire una panoramica globale del benessere mentale al fine di individuare politiche e interventi utili. Il progetto si basa sulla definizione di benessere mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che lo considera come la capacità di affrontare lo stress e le difficoltà quotidiane. L’attività rientra nel Global Mind Project, il più grande database sul benessere mentale del pianeta curato dai ricercatori di neuroscienze di Sapiens Labs. Per comprendere la mente umana e i meccanismi che la dominano i ricercatori si basano su parametri quali l‘umore, le prospettive, la motivazione personale, la connessione mente-corpo, la resilienza.

I dati del Rapporto Mondiale sulla Salute Mentale

I soldi non fanno la felicità

Il Mental State of the World Report 2024, basato su un campione di quasi cinquecentomila individui, provenienti da 71 Paesi, ha messo in evidenza 3 aspetti importanti:

  • Più ricchezza non significa più felicità. I Paesi che hanno mantenuto maggiore ottimismo e capacità di reazione ai problemi degli ultimi anni non sono quelli che presentano le condizioni economiche migliori. Diversi paesi africani e dell’America Latina conquistano la cima della classifica, mentre i paesi più ricchi, come il Regno Unito e l’Australia, scendono in fondo, ribaltando i dati World Happiness Report. I primi tre posti, infatti, sono occupati da Repubblica Domenicana, Sri Lanka e Tanzania che, secondo i parametri del World Happiness Report sarebbero invece molto in basso nella classifica dei paesi più felici del mondo.
  • Il benessere mentale dalla fine della pandemia non registra segni di ripresa. I punteggi, sia globali che relativi ai singoli paesi, sono rimasti pressoché invariati negli ultimi anni. Ciò solleva molte domande rispetto alla capacità di far fronte all’impatto duraturo della pandemia e del dilagante sentimento di eco-ansia (Se non sai di cosa sto parlando e ti va di scoprirlo, ti invito a leggere l’articolo Eco-ansia: l’effetto del cambiamento climatico sulla salute mentale).
  • A soffrire di più è la generazione sotto i 35 anni mentre gli individui al di sopra dei 65 anni hanno mantenuto stabile il proprio benessere, confermando un andamento negativo riportato anche dal World Happiness Report sopra analizzato.

Giornata Internazionale della Felicità: conclusioni personali

Nell’affrontare il delicato tema della felicità ho voluto analizzare con voi due misure di valore diverse e, per certi versi, contrapposte. Credo, però, che la verità, come spesso capita, sia nel mezzo. O almeno la mia verità è proprio lì: a metà strada tra le mancate opportunità di una società che penalizza chi ha un portafogli poco voluminoso e la ricerca interiore di un equilibrio personale. Per rispondere alla domanda: i soldi fanno la felicità? La mia risposta è no ma potrebbero accelerare il processo. Il denaro e, in senso più ampio, il benessere socio-economico, rappresenta un mezzo utile a rendere la vita più confortevole sotto molti aspetti. In parole povere: quando non lotti per la sopravvivenza, per pagare le bollette, per trovare un lavoro dignitoso, si hanno maggiori possibilità di trovare il tempo e il modo di indagare dentro se stessi e investire sulle proprie passioni, il proprio talento, gli affetti e via dicendo. Allo stesso tempo però, il denaro non risolve le dinamiche interiori di ognuno di noi che necessitano di volontà, empatia, introspezione.

Riassumendo: credo che la felicità abbia a che fare con la consapevolezza di sé e questa non si compra ma, tutti gli esseri viventi del mondo dovrebbero avere uguali possibilità di indagare dentro se stessi con serenità.

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