Inquinamento luminoso: cos’è e perché nasconde le stelle

Se vivi in città e vuoi esprimere un desiderio, dovrai aspettare il tuo compleanno! No, non sto scherzando! Vedere le stelle cadenti la notte di San Lorenzo diventa sempre più difficile con l’aumentare della luce artificiale notturna. Pare proprio che, a causa dell’inquinamento luminoso, alzare gli occhi al cielo nelle notti limpide di Agosto non abbia più lo stesso fascino!

Vediamo cos’è l’inquinamento luminoso e quali sono i suoi effetti sull’uomo e l’ambiente.

Inquinamento luminoso: cos’è

Inquinamento luminoso in città

L’International Dark-Sky Association lo definisce come “unalterazione della naturale luce notturna, causata da un eccessivo, mal indirizzato ed inappropriato utilizzo di luce artificiale. Siamo così abituati a camminare per le illuminatissime vie del centro da non renderci conto della straordinarietà della faccenda. Di fatti, abbiamo scombussolato i livelli naturali di luce dell’ambiente e continuiamo incautamente a farlo in vario modo.

A produrre inquinamento luminoso sono soprattutto:

  • Impianti di illuminazione pubblica (come l’illuminazione stradale e monumentale)
  • Impianti di illuminazione privati (comprese vetrine, stadi e complessi commerciali)
  • Bagliori emessi dai centri urbani (in particolare i fari delle automobili)
  • Satelliti artificiali (come quelli lanciati dalla Spacex di Elon Musk e contestati ardentemente dagli astronomi).

Probabilmente starai pensando “Che esagerazione! ” Eppure, secondo l’International Astronomical Union (IAU) un’alterazione di luce nel cielo notturno superiore del 10% la luminosità naturale è già inquinamento luminoso. Inoltre, la luce artificiale può diffondersi per centinaia di chilometri e compromettere la naturale luminosità notturna di luoghi anche molto lontani e solo apparentemente incontaminati.

Perché è importante ridurre l’inquinamento luminoso

L’impatto dell’inquinamento luminoso è tale che nel 2021 il Parlamento Europeo ha varato un piano per ridurre il ricorso alla luce artificiale entro il 2030. Perché tanta attenzione? Seppur spesso dimenticato, nel marasma delle difficoltà generate dal cambiamento climatico, l’inquinamento luminoso ha effetti quotidiani importanti sulla salute dell’uomo, degli animali e delle piante, tanto da parlare di danni sistemici alla natura.

Infatti, al di là dell’impossibilità di beccare una stella cadente la notte di San Lorenzo dal balcone di una casa in città, l’inquinamento luminoso ha causato:

  • la scomparsa di molte specie di insetti( è il caso delle lucciole, a rischio estinzione a causa delle luci artificiali che impediscono loro di trovare facilmente, grazie alla loro bioluminescenza, un esemplare con cui riprodursi);
  • la difficoltà di orientamento in diverse specie animali (come le tartarughe marine che, confuse dalle luci degli hotel, vagano nell’entroterra alla ricerca del sole dell’alba);
  • l’alterazione dei ritmi di vita delle piante (molto grave è il fenomeno per il quale gli alberi germogliano molto in anticipo incidendo anche sull’attività degli impollinatori);
  • inquinamento atmosferico (rilasciando in ambiente eventuali prodotti di combustione, come l’anidride carbonica, o altre sostanze volatili);
  • alterazione del ritmo circadiano dell’uomo, quel ciclo biologico che regola l’alternanza sonno-veglia, con conseguenze dirette sulla salute (nel 2007 L’organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che patologie come depressionetumori e diabete colpiscono con incidenza maggiore chi lavora di notte).

Stando all’atlante mondiale dell’inquinamento luminoso, ovvero la prima mappa sull’inquinamento luminoso, pubblicata da Sciences Advances, oltre il 99% degli europei vive sotto cieli inquinati da luci artificiali.

Alla luce di questi dati (e scusate il gioco di parole) è fondamentale intervenire per limitare i danni sistemici ulteriori.

Si ma quindi da dove posso vedere le stelle?

L’inquinamento luminoso riflette nell’atmosfera e produce un bagliore luminoso ad ampio campo superficiale che non rende visibili le stelle. La sparizione del cielo stellato nelle zone più inquinate è un danno culturale molto sentito. Religione, filosofia e scienza hanno da sempre alzato gli occhi al cielo per trarne insegnamento e ispirazione. Per non rinunciare all’influenza di questa ancestrale magia, è necessario trovare un cielo senza inquinamento luminoso e recarsi in luoghi estremamente bui, come una casa in campagna, una spiaggia deserta o un rifugio di montagna.

Ti consiglio anche di controllare quale sia l’osservatorio più vicino casa tua! Per sopperire all’impossibilità di godersi un cielo stellato, sempre più osservatori in tutto il mondo aprono le porte in occasioni astronomiche importanti mettendo a disposizione la propria attrezzatura.

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