Nomofobia: come riconoscere la dipendenza da smartphone

Nomofobia: cos’è e come riconoscere la dipendenza da smartphone. Ascolta l’articolo qui!

Hai presente il panico che ti assale quando esci di casa e scopri che il tuo cellulare è quasi completamente scarico? E magari non hai nemmeno portato il caricatore! L’idea di essere irraggiungibili attiva in noi una sgradevole sensazione di isolamento. La nostra mente sprofonda in un pessimismo sfrenato passando in rassegna tutte le sventure che si abbatteranno su di noi e dalle quali solo il cellulare avrebbe potuto salvarci! Ok, forse ho esagerato ma alzi la mano chi non si è mai sentito spaesato senza il cellulare, col cellulare scarico o senza linea. E pensare che fino a 20-30 anni fa sarebbe stato impensabile il contrario! L’idea di uscire con gli amici, fare una passeggiata in spiaggia e poter essere facilmente interrotti e distratti da qualcuno o qualcosa lontano anche centinaia di km era pura fantascienza.

Nel giro di pochi decenni abbiamo reso lo smartphone un accessorio indispensabile a tal punto da rischiarne la dipendenza. Viene definita Nomofobia e in questo articolo vediamo nello specifico cosa sia e come scoprire se siamo affetti da tale disturbo. Alla fine dell’articolo troverai un test per valutare il tuo livello di Nomofobia!

Indice

  • Nomofobia: significato
    • Nomofobia: un nuovo neologismo per una nuova dipendenza
  • Cosa fa il cellulare al cervello?
    • Le conseguenze della Nomofobia
  • Nomofobia: sintomi
  • Come capire se si è dipendenti dal cellulare? Il test di autovalutazione
    • Come effettuare il test
    • Il test
    • Istruzione per interpretare i risultati del test
  • Come si cura la Nomofobia?
  • Conclusioni

Nomofobia: significato

cellulare tra le mani: capire il significato di nomofobia

L’etimologia del termine Nomofobia ci dice molto sul suo significato concettuale e sul contesto storico sociale in cui nasce. Come spiegato dalla stessa Accademia della Crusca, Nomofobia è l’adattamento alla lingua italiana dell’originale parola inglese Nomophobia. Tale vocabolo è stato coniato nel lontano 2008 da YouGov, importante ente di ricerca britannico, in seguito ad uno studio condotto su 2163 persone. L’indagine, commissionata da Stewart Fox-Mills, responsabile del settore telefonia di Post Office Ltd, ha permesso di constatare che più della metà dei possessori di un cellulare nel Regno Unito era afflitta da stress e ansia in caso di assenza del cellulare o per la mancata copertura della rete.

Per indicare questo stato di malessere del tutto nuovo nella nostra società fu coniato il termine specifico Nomophobia come crasi dell’espressione NO MObile PHOBIA (in italiano: paura della mancanza del cellulare). Da allora il termine è stato riproposto da giornalisti e ricercatori più volte fino ad entrare ufficialmente in alcuni dizionari (Zingarelli 2021Devoto-Oli 2021Neologismi Treccani 2008).

Nomofobia: un nuovo neologismo per una nuova dipendenza

nomofobia: la nuova dipendenza del secolo

La necessità di riproporre tale neologismo nasceva dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un fenomeno non solo nuovo ma anche potenzialmente pericoloso. Provare emozioni tanto potenti, come l’ansia, per la mancanza fisica o strumentale di un oggetto, apriva la strada ad una possibile nuova dipendenza: la dipendenza dal cellulare. A sedici anni dalla ricerca di YouGov, con l’evoluzione del rapporto uomo-tecnologia favorito dall’introduzione degli smartphone, il tema è più ficcante che mai! Il Digital 2024 Global Overview Report, realizzato dalla società internazionale We are Social, ha rilevato che l’utente medio trascorre 6 ore e 40 minuti online ogni giorno. Di questi, 2 ore e 23 minuti vengono trascorsi sulle piattaforme social. Considerando che, stando al report, all’inizio del 2024 il numero di utenti unici da mobile nel mondo era all’incirca di 5,61 miliardi, la questione diventa di rilevanza pubblica.

La domanda che sempre più persone, studiosi e ricercatori si stanno ponendo è: qual è l’impatto psico-fisico di questa massiva quantità di tempo spesa a capo chino sui nostri smartphone?

Cosa fa il cellulare al cervello?

cellulare su foglio bianco: cos fa lo smartphone al nostro cervello

Era proprio il 2008 quando lo scrittore Nicholas Carr scrisse un saggio dal titolo provocatorio “Google ci rende stupidi?” in cui affermava di rivolere il suo vecchio cervello, quello precedente all’avvento di internet. Nonostante il grande dibattito che ne scaturì, il mondo scientifico si accordò su un punto: internet stava modificando il nostro sistema cognitivo. Il nostro modo di apprendere e di pensare non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni lessero la cosa come un’opportunità, altri come un fattore di rischio.

All’epoca in cui Nicholas Carr scriveva il celebre articolo che gli avrebbe fatto guadagnare una nomination al Pulitzer, gli smartphone non esistevano ancora e i social media erano solo un miraggio. Nel corso degli anni la tecnologia è penetrata sempre di più nelle nostre vite, intensificando il dibattito ma anche gli studi sul tema. Con una vasta letteratura scientifica a disposizione, i ricercatori sembrano oggi confermare le preoccupazioni che lo scrittore avanzava più di 15 anni fa.

Continua a leggere l’articolo per scoprire quali sono le conseguenze della Nomofobia secondo la scienza!

Le conseguenze della Nomofobia

ragazza seduta a terra con cellulare tra le mani: quali sono le conseguenze della nomofobia?

Per quanto lo smartphone ci abbia semplificato la vita sotto molti aspetti, ci ha esposti ad una sovra-connessione che secondo diversi studi comporterebbe:

  • Elevati livelli di stress e tendenza all’isolamento: l’uso eccessivo del cellulare contribuisce a limitare le interazioni umane inducendo quella che viene definita Sindrome da sovra-connessione. Quando questa condizione genera malessere e disagio tanto da impattare sulla vita sociale e lavorativa di una persona, si parla di tecno-stress.
  • Disturbi d’ansia e disturbi depressivi: rappresentano lo step successivo al tecno-stress. Le persone nomofobiche trovano conforto nell’utilizzare il cellulare come schermo di protezione nei rapporti umani. Nel momento in cui viene a mancare questo strumento protettivo il vissuto ansioso si intensifica causando attacchi di panico e depressione.

Non sei nomofobico? Ci sono conseguenze anche per te!

Ovviamente non tutti coloro che usano lo smartphone vanno in contro a disturbi di tale intensità! Gli studi hanno, però, confermato una stretta correlazione tra comportamenti nomofobici dei giovani adulti e i loro livelli di fobia sociale. Va sottolineato poi che gli effetti della sovra-connessione non sono solamente correlati all’insorgere delle patologie sopra citate! L’utilizzo smodato dei cellulari comporta:

  • un rallentamento cognitivo tale da rendere i nostri cervelli sempre più pigri;
  • un drastico calo della nostra capacità di concentrazione;
  • la compromissione dello sviluppo di abilità sociali nei bambini, argomento questo di cui si sta dibattendo molto nell’ultimo periodo ma te ne parlerò per bene in un articolo dedicato.
Persona distratta dal cellulare mentre è a lavoro

Se ti va di approfondire il tema dell’impatto dell’iper-connessione sul nostro cervello, ti consiglio di leggere l’articolo Distrazione: perché ti allontana dai tuoi obiettivi e come superarla. Troverai anche alcuni consigli degli esperti per contrastare la distrazione da smartphone!

Attenzione! Non solo il cervello ma anche il nostro corpo risente gravemente dell’abuso nell’utilizzo degli smartphone. Le problematiche riscontrate riguardano:

  • problemi muscolo-scheletrici, in particolare al nervo cervicale, ai pollici, ai polsi, alle spalle e alla schiena;
  • disturbi oculari, quali lacrimazione e diminuzione della vista;
  • alterazioni del sonno: la luce blu degli schermi sparata negli occhi durante le ore notturne manderebbe in tilt i nostri ritmi biologici, compromettendo la qualità del nostro sonno.

Nomofobia: sintomi

ragazza con cellulare tra le mani

Gli studi a supporto ci sono, il nome per identificarla pure ma nessun manuale diagnostico riporta la Nomofobia come un disturbo ufficiale. Ciò non significa che non lo sia! Viene semplicemente fatta rientrare all’interno delle Fobie Specifiche definite dal DSM-5, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Secondo questo testo, considerato la Bibbia della psichiatria, una fobia specifica è la paura e l’ansia per una particolare situazione o oggetto in misura sproporzionata rispetto al rischio o al pericolo reali, accompagnata da una serie di risposte somatiche e fisiologiche. I sintomi della Nomofobia vengono quindi ricondotti a quelli delle fobie specifiche.

In altre parole, si può parlare di Nomofobia se l’idea di rimanere fuori dalla connessione alla rete mobile suscita una paura tale da comportare reazioni emotive quali:

  • ansia
  • paura
  • panico
  • rabbia e irritabilità
  • preoccupazione

Da un punto di vista prettamente fisiologico si possono sperimentare:

  • tremori;
  • aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria
  • sudorazione e agitazione
  • vertigini
  • dolore toracico
  • nausea.

Come capire se si è dipendenti dal cellulare? Il test di autovalutazione

ragazza che fa il test di valutazione della nomofobia in un parco

Abbiamo capito che non esiste uno strumento diagnostico specifico per la Nomofobia. Tuttavia sono stati messi appunto negli anni dei questionari che permettono ad ognuno di valutare il proprio livello di dipendenza da smartphone. Ti riporto di seguito Il Nomophobia Questionnaire – NMP-Q. Si tratta di un test ideato dal dottor Caglar Yildirim, dell’Università di New York, che rappresenta l’unico test per la nomofobia scientificamente validato per la lingua italiana.

Come effettuare il test

Il test presenta 20 affermazioni rispetto alle quali si è chiamati ad esprimere il proprio accordo o disaccordo su una scala da 0 a 7. Lo 0 rappresenta una descrizione nella quale non ci si riconosce per niente. Il 7 descrive perfettamente la propria condizione e da 1 a 6 abbiamo gradi intermedi di accordo con le diverse situazioni descritte.

Ti consiglio di appuntare i numeri che andrai ad attribuire alle singole affermazioni in quanto per calcolare il tuo livello di dipendenza dallo smartphone occorrerà la somma di tutti i valori.

Il test

  1. Mi sento a disagio senza poter accedere costantemente alle informazioni tramite il mio smartphone
  2. Sono infastidito/a se non riesco a cercare informazioni sul mio smartphone quando voglio farlo
  3. Non essere in grado di ricevere le notizie (ad esempio gli ultimi aggiornamenti su eventi, meteo, ecc) sul mio smartphone mi rende nervoso/a
  4. Sono seccato/a se non posso usare il mio smartphone e/o le sue applicazioni quando voglio farlo
  5. L’idea di rimanere a corto di batteria nel mio smartphone mi spaventa
  6. Se sono a corto di credito o se ho esaurito il mio limite di giga mensile, mi prende il panico
  7. Se non c’è campo o non posso connettermi al Wi-Fi, rimango sempre a controllare per vedere se c’è segnale o se riesco a connettermi a una reteWi-Fi
  8. Se non posso usare il mio smartphone, ho paura di rimanere bloccato/a da qualche parte
  9. Se non ho potuto controllare il mio smartphone per un po’ di tempo, avverto il desiderio di controllarlo

Se non ho il mio smartphone con me…

  1. Mi sento in ansia perché non riesco a comunicare istantaneamente con la mia famiglia e/o con gli amici
  2. Sono preoccupato/a perché la mia famiglia e/o gli amici non possono raggiungermi
  3. Mi sento nervoso/a perché non sono in grado di ricevere messaggi di testo e chiamate
  4. Sono in ansia perché non riesco a rimanere in contatto con la mia famiglia e/o con gli amici
  5. Sono nervoso/a perché non riesco a sapere se qualcuno mi ha cercato
  6. Mi sento in ansia perché la mia connessione costante con la mia famiglia e gli amici è come se fosse rotta
  7. Sono nervoso/a perché mi sento disconnesso/a dalla mia identità online
  8. Sono a disagio perché non posso rimanere aggiornato/a con gli ultimi sviluppi dei social media e dei siti on-line
  9. Mi sento a disagio perché non riesco a controllare le notifiche per gli aggiornamenti dei miei collegamenti e reti online
  10. Mi sento in ansia perché non riesco a controllare i miei messaggi e-mail
  11. Mi sento strano/a perché non saprei cosa fare

Istruzioni per interpretare i risultati del test

Anzitutto occorre che tu faccia la somma di tutti i valori assegnati ad ognuna delle 20 affermazioni. Se il tuo punteggio è:

  • inferiore a 20: hai un rapporto con lo smartphone sano e funzionale;
  • tra 21 e 60: hai un lieve livello di nomofobia che tuttavia non comporta problemi funzionali;
  • tra 61 e 100: hai un livello moderato di nomofobia di cui bisogna acquisire consapevolezza per evitare lo sviluppo di un rapporto con lo smartphone che interferisca con la vita, il lavoro e le relazioni;
  • tra 101 e 140: hai un livello grave di nomofobia che potrebbe comportare disturbi cognitivi, fobie sociali, depressione e ansia.

Come si cura la Nomofobia?

serie di cellulari per rappresentare la sovra connessione e la conseguente nomofobia

Ok, ho fatto il test, sono nomofobico e adesso? Adesso si va dallo specialista! Ricorda che si tratta di un disturbo patologico che necessita del trattamento da parte di un professionista che saprà individuare la giusta terapia per il caso specifico. Ogni persona è un mondo a sé, con la propria storia, un vissuto unico ed una personalità originale: non esistono i consigli magici validi per tutti allo stesso modo!

A ben pensarci, una verità universale c’è: il primo passo per risolvere un problema è prenderne coscienza!

Conclusioni

La nomofobia è un rischio concreto del nostro tempo. Certo, è una condizione estrema e patologica: non basta avere uno smartphone per essere nomofobico. Basta però avere uno smartphone e non auto-educarsi o non essere stato educato ad usarlo in maniera consapevole per rimanere intrappolati nella rete.

E tu? Conoscevi la Nomofobia? Fammi sapere cosa ne pensi con un commento. E se l’articolo ti è stato utile, condividilo con gli amici!

A proposito, il mio punteggio è 21. E il tuo?

7 commenti

  1. Wow…io ho sempre pensato di avere buon rapporto con lo Smartphone, e invece. Articolo Illuminante.

    • Camelia anche io ho avuto un risultato al test del tutto inaspettato! Lo smartphone è così integrato nella nostra vita da non farci rendere conto di condurre una vota a metà tra realtà e metaverso. Sono contenta ti sia stato utile l’articolo. <3

  2. Grazie Amalia per questo testo chiaro e completo che tratta di un argomento davvero fondamentale

  3. Giuseppina Esposito

    Bellissimo articolo. Pura realtà.

  4. Giuseppina Esposito

    Bellissimo articolo, tutto vero e reale quello che hai scritto

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