Peste Suina Africana: il massacro al santuario “Progetto Cuori Liberi” era necessario?

La Peste Suina Africana arriva a Zinasco, provincia di Pavia, Lombardia. Dopo 14 giorni di presidio da parte di volontari e attivisti alle porte del santuario per animali liberati “Progetto Cuori Liberi”, alle prime luci dell’alba il blitz armato. Una decina di camionette della polizia con equipaggio antisommossa hanno spianato la strada ai veterinari ATS e 10 maiali sono stati uccisi e gettati su un camion dinanzi alla tristezza e alla rabbia di chi li aveva accuditi e coccolati fino a pochi istanti prima. Un video pubblicato sulla pagina Instagram del rifugio, mostra i maiali ancora in salute, scodinzolanti in attesa della colazione mentre alle porte del santuario avviene lo scontro tra cittadini disarmati e forze dell’ordine.

La domanda che tutti ci siamo fatti, o almeno gli esseri umani sensibili, è: era proprio necessario? Soprattutto con le modalità che abbiamo visto tutti? Ma procediamo per gradi e inquadriamo un attimo la situazione.

Vediamo cos’è la Peste Suina Africana, quali preoccupazioni desta e cosa dice il ministero della salute sulla gestione del contagio.

maiale sano da Peste Suina Africana

Cos’è la Peste Suina Africana?

Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute, si tratta di una malattia infettiva virale che attacca suini selvatici e domestici. Attualmente non esiste un vaccino, per tanto può raggiungere una mortalità anche del 100% negli animali colpiti.

Il contagio

Scoperta in Africa il secolo scorso, circola in Europa già da diversi anni. Nel 2014 esplode una prima epidemia di PSA in alcuni Paesi dell’Est UE. Diffusosi anche nell’Europa Occidentale, dal Gennaio 2022 la malattia arriva nell’Italia continentale. Il dilagarsi degli ultimi mesi ha destato sempre più preoccupazione e, nonostante le restrizioni a cui sono stai sottoposti i territori più colpiti, il bollettino del ministero della salute ha registrato nelle ultime settimane un aumento di positività al virus altissimo: dai 626 suini infetti dell’8 Settembre ai 12140 di oggi 22 Settembre.

La Peste Suina Africana è pericolosa per gli esseri umani?

Il bollettino epidemiologico nazionale garantisce che la malattia risulta non trasmissibile all’uomo, e quindi non rappresenta alcun pericolo per la salute dei cittadini. Mangiare la carne di un suino o cinghiale infetto non rappresenta pericolo per gli esseri umani ma lo smaltimento dei resti deve avvenire nel modo corretto onde evitare che il virus possa propagarsi.

Quali sono i rischi per gli Italiani?

Lo stesso Ministero della Salute sottolinea che la Peste Suina Africana può avere conseguenze gravi a livello economico incidendo negativamente sul reddito del comparto suinicolo, con gravi ripercussioni anche sul commercio comunitario ed internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.

Cosa stabilisce il Ministero della Salute in caso di focolaio di Peste Suina Africana?

Di seguito quanto riporta il bollettino.

In caso di focolaio nel domestico, nelle zone di restrizione vengono disposti:

  • l’abbattimento dei capi dell’azienda infetta e di quelle ricadenti nelle zone di restrizione
  • il blocco delle movimentazioni di animali e di prodotti dell’azienda infetta
  • indagine epidemiologica per la ricostruzione delle movimentazioni dall’azienda nei giorni precedenti, in modo da valutare e scongiurare l’ulteriore diffusione dell’infezione.

Cosa succede in Lombardia: l’inchiesta di Essere Animali sugli abbattimenti inadeguati

L’iper-produttività suinicola lombarda ha rappresentato un ambiente idoneo per la propagazione del virus. L’ente ha così previsto l’abbattimento di tutti i maiali infetti e di quelli potenzialmente tali come manovra di contenimento. Così, a mezzo di CO2, sono stati uccisi almeno 33mila suini considerati animali destinati alla produzione alimentare, quindi domestici da reddito.

Secondo un‘inchiesta dell’organizzazione Essere Animali, le modalità di abbattimento dei suini in un allevamento in provincia di Pavia sembrano essere inadeguate. Dalle riprese effettuate con un drone, sono emersi:

  • Problemi di biosicurezza, come il cane che si muove liberamente nell’allevamento durante l’operazione di abbattimento.
  • Metodi di abbattimento crudeli, quali l’utilizzo di gas che causerebbe un’agonia per i maiali di almeno 30 minuti.
  • Incompetenza del personale incaricato all’abbattimento che, senza alcun rispetto per gli animali, li solleva per le orecchie e li maltratta durante l’accesso ai container lasciando i suini infetti agonizzare per terra. Un proiettile captivo o una iniezione avrebbero risparmiato loro sofferenza e umiliazione.

Profanato il santuario “Progetto Cuori Liberi”

Un santuario è un luogo che accoglie animali ex-da reddito. Un rifugio sicuro per esseri viventi scampati ad allevamenti e mattatoi che ha l’unico scopo di garantire loro una vita dignitosa.

Al santuario di Zinasco diversi maiali muoiono di Peste Suina Africana e subito viene stabilito l’abbattimento di massa, anche per i non infetti pur non trattandosi di animali da reddito. Quello che il santuario chiedeva alle istituzioni era semplicemente di riservare agli animali malati una fine dignitosa, coerentemente agli obiettivi del rifugio. Accompagnarli ad una morte naturale o con una dolce eutanasia effettuata sotto sedativi. Nonostante i ricorsi legali e gli appelli del rifugio, che ha richiamato tanti attivisti a presidiare il santuario, l’esito lo sappiamo.

Sono morti Crosta che aveva un anno, Freedom cinque, Crusca due, Pumba cinque, Mercoledì tre, Bartolomeo, Ursula e Caterina sei, Spino tre e Dorothy sedici anni.

maiale sano da peste suina africana

Quelli non erano animali destinati al macello e trattati come oggetti privi di un cuore e di un nome (questa è una polemica sulla quale non mi dilungo ma ci sarebbe molto da dire). Erano esseri viventi che i volontari hanno accudito quotidianamente, sfamandoli, giocandoci, coccolandoli. Si fidavano di chi li chiamava per nome, perché loro un nome ce l’avevano. Allora mi chiedo: come si può uccidere senza rispetto un essere vivente che ha un nome e delle persone che gli vogliono bene?

Sono stati ammazzati brutalmente, ammucchiati e buttati in un cassone sotto gli occhi di chi ha lottato per loro. Sono stati trattati come immondizia. Avevano la sola colpa di non essere un cane o un gatto, erano maiali e potevano morire.

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