Sostenibilità sociale: persone sane in mondo sano

Marco ha 30 anni e sta facendo l’ennesimo stage. Lavora 10 ore al giorno e guadagna 800 euro al mese. Tolto affitto, bollette e spese di cibo, gli rimangono 300 euro. Marco ha un problema di salute. A causa dei tempi troppo lunghi della sanità pubblica è costretto ad una visita medica privata. Questa gli costa 100 euro senza fattura, con la fattura gliene chiedono 120. Marco spenderà altri 100 euro per gli esami prescritti dal medico. Marco è stressato e vuole uscire con gli amici. Spende 50 euro tra carburante e pizza fuori. A Marco rimangono 50 euro e per uscire con amici e famiglia dovrà aspettare il mese prossimo. Marco ha delle passioni e dei sogni: gli piacciono gli sport outdoor, andare a teatro e vorrebbe crearsi una famiglia ma non ha né i soldi né il tempo per farlo. Marco è depresso. Marco vive in un sistema con una sostenibilità sociale carente.

Ragazzo depresso : no sostenibilità sociale

Marco è un personaggio di fantasia ma la sua storia rappresenta quella del 50% dei giovani Italiani. Infatti, secondo i dati Istat 2022 un giovane su due, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, è multi-deprivato dei domini chiave del benessere (Istruzione e Lavoro, Coesione sociale, Salute, Benessere soggettivo, Territorio). Su numeri così grossi non si può parlare di demerito di Marco: nel sistema c’è qualcosa che non va.

Bisogna lavorare sulla sostenibilità sociale. Vediamo cos’è è perché è così importante.

Sostenibilità sociale: cos’è

Il concetto di sostenibilità sociale racchiude in sé tutte le azioni volte a garantire il benessere fisco ed emotivo dei singoli essere umani inseriti in un contesto sociale. Rappresenta quell’insieme di tutele che dovrebbero conferire a tutte le persone gli stessi mezzi per determinare sé stessi e vivere una vita di qualità. Tutto ciò avendo cura di non compromettere uguale possibilità per le generazioni future.

L’esempio di Marco rappresenta solo un aspetto di una realtà molto complessa. Ho parlato di giovani perché faccio parte della categoria ma possiamo parlare di assistenza all’infanzia, accesso alla sanità, accesso ad un’alimentazione sostenibile, inclusione, isolamento degli anziani. Problemi di sostenibilità sociale che comunque riguardano il mondo nord-occidentale. Parlare di sostenibilità sociale in alcuni paesi dell’Africa o del Medio-Oriente significa combattere per avere accesso alla quantità necessaria di cibo per sopravvivere.

La sostenibilità sociale è un prisma con molte facce. Pretende attenzioni ed azioni diverse a seconda del lato al quale siamo esposti. Esiste però un principio di fondo che spinge le intenzioni in una direzione comune: l’equità. Si tratta di un assunto abbastanza recente, una consapevolezza maturata in seno all’elaborazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Anche se di sostenibilità sociale si era parlato già molto prima.

Obiettivi Agenda 2030

Il concetto di sostenibilità sociale era stato espresso nel Rapporto Brundtland (detto anche “Our Common Future”) del 1987. Esso afferma che uno sviluppo sostenibile deve soddisfare “le necessità della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di fare lo stesso”.

Il dibattito sulle “necessità” è stata la chiave evolutiva del concetto di sostenibilità sociale elaborato dall’Agenda 2030. Dalle necessità moderne sono nati obiettivi concreti e condivisi. La mission è fare in modo che la crescita economica collettiva non sacrifichi la qualità della vita dei singoli in ogni parte del pianeta.

Un mondo sostenibile è un mondo equo. Un mondo in cui tutti hanno accesso ad una vita dignitosa da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. Sono proprio questi i 3 pilastri dello sviluppo sostenibile.

Sostenibilità sociale: il pilastro trascurato

People Profit Planet

Quando si parla di sostenibilità si pensa erroneamente che questa si risolva nell’aspetto ambientale. La sostenibilità ambientale è solamente uno dei 3 pilastri dello sviluppo sostenibile, come sottolineato nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite.

Sostenibilità economica e sostenibilità sociale, insieme alla sostenibilità ambientale, rappresentano la cosiddetta tripla linea di fondo: People-Profit-Planet (Persone-Profitto-Pianeta).

La realizzazione di uno sviluppo sostenibile è possibile solo se questi 3 aspetti sono in equilibrio. Si tratta di elementi così compenetrati da non poter in alcun modo essere indipendenti l’uno dall’altro.

Storicamente è stata soprattutto la crescita economica incontrollata a danneggiare gravemente l’ambiente. Inoltre ha aperto la forbice sociale con una netta separazione tra i pochi che detengono le ricchezze e i più che arrancano. Un sistema privo di dialogo tra profitto, benessere sociale e rispetto per l’ambiente. Adesso che questo legame è divenuto ancora più fitto, assumendo talvolta tratti catastrofici (pensiamo alle migrazioni di popoli impoveriti dagli effetti del cambiamento climatico) si sta internazionalmente lavorando per trovare una quadra.

La sostenibilità sociale nel diritto

La sostenibilità sociale, da un punto di vista giuridico, tutela i diritti sociali, economici, politici, culturali di tutte le persone.

Una prima garanzia in questo senso è rappresentata dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti che nel 1776 proclama il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Ad essa ispirata, la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino nel 1789, in piena Rivoluzione Francese, stabilisce che tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge. Gran parte del suo contenuto confluì nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dalle Nazione Unite nel 1948.

Nel nostro continente, la Corte Europea dei diritti dell’uomo si occupa di tutelare le persone dalle violazioni dei diritti umani.

Nella dimensione nazionale italiana, sono proprio i 12 principi fondamentali della Costituzione a sottolineare esigenze di sostenibilità sociale.

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Art 3. comma 2 Cost.

Quale impatto ha avuto il Covid-19 sul tema?

People before profits sostenibilità sociale

Secondo un’indagine globale effettuata da Ipsos e commissionata dal World Economic Forum, su un campione di più di 21.000 adulti di 27 diversi Paesi, il 72% delle persone vorrebbe delle modifiche sostanziali della vita condotta prima della pandemia; l’86% desidererebbe un mondo più sostenibile ed equo.

Mangiare, bere e respirare è mera sopravvivenza. Il benessere dell’uomo è un delicato intreccio tra equilibrio fisico, spirituale e relazionale. Una società che non garantisce le condizioni necessarie a raggiungere il proprio equilibrio e realizzare la propria individualità non è sostenibile o almeno non lo è più.

La pandemia ha dato uno scossone alle coscienze ed è per questo che il quarto Sustainable Development Impact Summit del World Economic Forum, ha proposto quello che viene chiamato The Great Reset, un’azione globale volta a ricostruire l’economia post-pandemica in modo socialmente sostenibile.

Conclusioni

Quando Marco sarà una persona serena il problema sarà risolto. Stabilire dove finisca la responsabilità di Marco e cominci quella dello Stato è il tranello del dibattito politico nel quale non dobbiamo cadere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *